giovedì, 01 maggio 2008
Come dicevo qualche tempo fa con una mia amica, questo è l'anno delle scelte. A cominciare dalle elezioni, le prime politiche per la classe '89, per poi continuare con le coraggiose e pensate-et-ripensate scelte che hanno reso famosa la mia classe nell'intero liceo, e per finire con la classica scelta post-diploma. E con questa si decide davvero. Giurisprudenza, medicina, ingegneria, chimica, lettere antiche, fisica, miriadi di facoltà diverse, opuscoli da sfogliare, preiscrizioni da compilare.
In un angolo, dietro una tenda scarlatta, si trova un grande specchio. Funziona un po' come quello del libro di Harry Potter. E tutta questa teatrale composizione sta lì per ricordarci che se il nostro occhio è cascato proprio su quel punto sperduto, è per una ragione. Ed è per quella stessa ragione che bisogna decidere di compiere una certa scelta.
Decidere di compiere quella certa scelta, fra svariate altre possibilità, significa prendere coscienza dell'esistenza e dell'importanza di un proprio desiderio, e dunque assumersi la responsabilità di ciò che comporta la scelta stessa ed accettarne le conseguenze. Significa fare un patto con quel che sarà la scelta in atto.
Claire e Niandra si stringono la mano.
"Décalcomanie", olio su tela, René Magritte, 1966
Perché si può anche decidere di essere folli.
E con mani tremanti e col sorriso io ho deciso.
<< Sogno di accettare con fermezza
il mio mestiere di pazzo
così come Degas ha preso l'aspetto di un notaio. >>
- Vincent van Gogh -
Postato da: fRu
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lunedì, 17 marzo 2008
[titolo completo: De Acqua Calda: The Illusionist Explorer vs Firefox lo Schietto]
"Mah, proviamo sto Mozilla Firefox, va', vediamo com'è... Wow, veloce. Figo! Ora un salto sul blog e..." Post Traumatic Stress Disorder fu il risultato.
"Ma che roba è???"
Font privati della loro delicatezza calligrafica e assimilati ad impersonali Arial e Times New Roman, titoli sovrapposti, menu scompaginati: l'armonia dell'Archivio v.2 era stata completamente sconvolta.
But. Non era colpa del povero Firefox.
No, lui è un tipo onesto, ligio al dovere e rispettoso delle consegne.
Leggeva semplicemente quello che trovava scritto, nulla più, nulla meno.
Nel caso ve lo steste chiedendo, sì, tutta questa farsa è un modo carino/idiota - scegliete il termine che trovate più consono - per dire che il codice html del vecchio template era scritto senza nessun criterio e, soprattutto, che Explorer, monopolizzatore illusionista, legge e interpreta come diamine gli pare le pagine, così che poi i malcapitati uebmàsters si ritrovino a dover scrivere cose abominevoli soltanto per far quadrare i conti. O che, gente ignara come la sottoscritta fino a qualche mese fa (prima che scoprissi l'acqua calda, insomma), pianifichi tutti i suoi lavoretti convinta di operare correttamente, col rischio di prendersi successivamente un bell'infarto alla loro visione su un altro browser.
Indiperciòdunque, o Eventuali Lettori, la Vostra eroina s'è ribellata. Ha accantonato Explorer da una parte e via sui fogli blocco note, a provare e riprovare, supplicando di tanto in tanto qualche aiuto a destra e a manca, ma soprattutto a ma-tt. Ed è venuta su questa cosa che avete ora sotto gli occhi. Non è eccezionale, I know, però è il frutto della mia fatica intellettuale (e oftalmica - le mie retine non ringraziano di certo) e, e, e...*inserire sospiro da cuore innamorato*.
Le principali novità - oltre alla veste grafica che avrete già notato, s'intende - riguardano l'inserimento di un menu con link a finestre esterne sotto l'header e la creazione dell'almanacco dei consigli per l'ascolto della sottoscritta. Cosa alquanto nuova è, come ho già detto nell'inutile preambolo a questo ancor più inutile post, la particolare attenzione per il rispetto degli standard W3C. Colgo l'occasione per scrivere anche qua (ho già postato un commento sul blog Soluzioni) che è impossibile validare totalmente un blog su Splinder a causa di tre banalissimi - e in un certo senso vergognosi - errori nel css della top bar.
A questo punto, O Splindergerarchi, vi supplico! Mancano soltanto tre punti e virgola! (Non è una cosa che richiede un così alto dispendio neuronale, su.)
*La Sig.na Fru si prostra ai virtuali piedi dei gerarchi mostrando loro tutto il suo infinito rispetto*
Ad ogni modo, come ho scritto in fondo alla colonna destra, c'è ancora qualche modifica da apportare e qualcos'altro da aggiungere, come ad esempio la pagina della radio e la rubrica sulle migliori ricerche registrate dal fedele referrer, la cui lettura sta diventando una delle mie più affidabili fonti di divertimento.
Alla luce di tutto ciò, vi prego di lasciare qualsiasi commento e/o suggerimento e/o lamentela qui sotto.
Il lavoro continua, alla prossima news,
Sig.na Fru
P.S.: Per mia correttezza e per completezza d'informazione, bisogna aggiungere che la Microsoft si stia mobilitando per il rispetto degli standard W3C. Sembra che la prossima versione del tanto incriminato browser contenga tre modalità di rendering, di cui la predefinita settata per rispettare al massimo gli standard. Qua trovate la notizia.
P.p.S.: Mi scuso con gli Eventuali Lettori firefoxiani che nel frattempo hanno dovuto subire violentemente l'antiesteticità del precedente template. Giusto per la cronaca e per chi ha sempre e solo usato Explorer, questo è il template v 2 su firefox; questo invece è come si sarebbe dovuto visualizzare, ovvero l'interpretazione secondo IE7.
Postato da: fRu
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domenica, 02 marzo 2008
La pianta si agita, potiamola un po'.
Perché i rami al vento si dimenano, ma
è meglio che no, non lo facciano.
Postato da: fRu
{ 18:42 } |
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domenica, 10 febbraio 2008

L'ho fatto di nuovo, lo so.
Potresti anche arrabbiarti, ma non lo farai.
Hoping you get. But I know you will, dear simbiontz.
I love you, and you know what I mean.
Postato da: musik
{ 00:45 } |
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mercoledì, 16 gennaio 2008
Era il mio appartamento, la mia reggia, la mia cuccetta della nave, il mio balcone, il mio terrazzo, il mio qualsiasi cosa. Mio e basta. E' per quello che non viene nessuno ed è giusto che sia così. Non sono nella mia camera, sono in un altro luogo, è per quello che non viene nessuno.
Ogni tanto, una mano rifiutata.
Postato da: fRu
{ 18:37 } |
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lunedì, 14 gennaio 2008
[...]
2. risoluzione di una questione, di una difficoltà, di un problema, dopo che è stato sottoposto a esame, a considerazione, a discussione, ecc.: venire a una s., trovare una s. pacifica, la s. di una crisi
[...]
(De Mauro, dizionario della lingua italiana, Paravia)
Postato da: fRu
{ 15:02 } |
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venerdì, 28 dicembre 2007
Time Tonight
For changing lines
I've got no time tonight
In these times the wind surpasses the tide
when the wake ups hard to find
dreams make up for your life
This crazy shine it never lets you die
Growing up
We become what we want
Again the moon rises up too high
And we don't need the sky
Wonder what it is that makes the world turn slower
wonder what it is that makes me feel so mad
everyone that talks to me I so wish wouldn't
I wouldn't even care exept I feel so bad
I feel so bad
why is there noone in my life
time
there's no time tonight
Wide
there's no room to see wide
Time
There's no time tonight
There's noone in my life
- John Frusciante
Mi sento una melodia alla chitarra rovesciata.
Striscio e fluttuo viscosamente per risalire la corrente.
Incorporea cado nel vuoto.
Un'anguilla cieca fuori dall'acqua.
Mi contorco e dimeno.
Mi cullo.
Postato da: fRu
{ 22:10 } |
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giovedì, 27 dicembre 2007
Oggi è tutto davvero immensamente fantastico.
Surreale.
Postato da: fRu
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giovedì, 06 dicembre 2007
Meno uno.
Postato da: fRu
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lunedì, 19 novembre 2007
(...) Non mangiare è un vizio, un tipo di droga - con lo stomaco vuoto si sente veloce e pulita, lucida di mente e pronta per una battaglia. Sorseggia il caffè, lo mette giù, stende le braccia. Questa è una delle esperienze più singolari: svegliarsi in quello che sembra un buon giorno, prepararsi al lavoro, ma non cominciarlo ancora veramente. Questo momento racchiude infinite possibilità, intere ore a venire. La mente ronza. Questa mattina può penetrare la foschia, i condotti intasati, raggiungere l'oro. Riesce a sentirlo dentro di sé, una seconda se stessa indescrivibile, o piuttosto una se stessa parallela, più pura. Se fosse religiosa la chiamerebbe "l'anima". E' più della somma del suo intelletto e delle sue emozioni, più della somma delle sue esperienze, anche se corre attraverso tutte e tre come vene di metallo brillante. E' una facoltà interiore che riconosce i misteri che animano il mondo, perché è fatta della stessa sostanza, e quando è molto fortunata lei è capace di scrivere attingendo direttamente da quella facoltà. Scrivere in quello stato è la soddisfazione più profonda che conosca. Ma la sua capacità di accedervi va e viene senza preavviso. Può impugnare la penna e scoprire che è solo lei: una donna in vestaglia che regge una penna, timorosa e incerta, con una competenza solo superficiale e nessuna idea su dove cominciare o cosa scrivere.
Impugna la penna.
La signora Dalloway disse che avrebbe comprato lei i fiori.
("Le Ore", Michael Cunningham, 1998, trad. Ivan Cotroneo)
Postato da: fRu
{ 16:50 } |
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